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Come un
elettrocardiogramma del giorno che muore
Chi meglio di te può recensirti, Dave?
Rubarti una citazione per raccontarti, dire che
questo libro è doloroso e lo è in ogni sua pagina. Ogni pagina fa male,
ogni pagina regala almeno un lampo in cui chi legge alza gli occhi al cielo
e pensa "io non ci sarei mai arrivato". E con te non è mai quella
sensazione di invidia rabbiosa verso il primo della classe. No, con te è
come riconoscere il genio di un musicista d'eccezione. Meglio ancora, il
senso di appagamento di fronte a un miracolo della natura, una cascata che
piove dal nulla.
Così sei tu, Dave. Le pagine divertenti di Brevi
interviste con uomini schifosi fanno ridere come fa ridere ricevere un
commento sarcastico su un difetto che sappiamo di avere. Fa ridere come
accettare la malattia dell'uomo contemporaneo.
Ci si può ridere sopra ma non cancella il
problema, pensavi questo vero, Dave?
Cazzo, Dave, quanto avrebbe dato chiunque di noi
per parlarti un secondo e leggere oltre il getto delle tue mani. Quanto
penetri nel profondo e ci fai sentire ancora più dispersi,
nell'impossibilità di comunicare. Niente va meglio dopo averti letto, resta
soltanto il bambino che chiede al padre quale lezione trarre da tutto
questo e il padre che gli risponde "l'unica lezione è che non puoi
insegnare a un porco a cantare".
Sadico, Dave. Sadico e masochista.
Come un criceto che getta un fiammifero nel suo
letto di cotone, correndo sulla ruota mentre le fiamme salgono a
trafiggerlo, la sensazione che sia tutta colpa sua, che l'abbia cercato con
tutte le sue forze e che allo stesso tempo sia solo una vittima.
Vittima, carnefice. Insiemi di lettere in un mondo
spietato.
Stralci, radiografie, recensioni ecc.
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