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pervert
Sono un Ballardiano anomalo, non tutto ciò che
inizio porto a termine e non tutto mi convince.
Ma questo Crash è folgorante.
Premessa: anime belle astenersi. Crash è un libro
crudo, pornografico, racconta la storia di un incidente che cambia la
visione del mondo del protagonista (lo stesso Ballard) costringendolo a
sprofondare negli anfratti di automobili, traffico, autostrade, fino a
scoprire una nuova, immonda, sessualità. Ci comprime dentro un
macroorganismo uomo-macchina nel quale tutto è sangue ed eccitazione,
saliva e sperma, godimento del dolore e della distorsione di lamiere e
carne.
La grandezza sta nell'assoluta fusione tra la
storia e il modo di raccontarla: le parole di Ballard schiumano
continuamente parti di automobile e metallo; l'odore della benzina e
dell'asfalto che si mescolano con i liquidi organici dei morti negli
incidenti stradali è reale e palpabile, resta appiccicato alle mani, ci
deforma come il corpo martoriato di Vaughan costringe le prostitute in pose
inumane e strazianti.
Un consiglio diretto a te, lettore: affrontare
Crash con disgusto significa non affrontarlo proprio.
Crash va preso come un pugno in faccia, chiudendo
il super-io nell'armadio come se ti venisse chiesto di partecipare a un
esperimento sociologico nel quale tu sia disposto a fare e subire qualunque
cosa.
Entraci con la curiosità malata di chi entrò per
primo nella casa di Roman Polanski dopo il macello. E non negare che la
cosa ti solletica, almeno un po'...
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