MARCO VISINONI / CRASH DI J.G. BALLARD

 

 

Public pervert

 

Sono un Ballardiano anomalo, non tutto ciò che inizio porto a termine e non tutto mi convince.

Ma questo Crash è folgorante.

Premessa: anime belle astenersi. Crash è un libro crudo, pornografico, racconta la storia di un incidente che cambia la visione del mondo del protagonista (lo stesso Ballard) costringendolo a sprofondare negli anfratti di automobili, traffico, autostrade, fino a scoprire una nuova, immonda, sessualità. Ci comprime dentro un macroorganismo uomo-macchina nel quale tutto è sangue ed eccitazione, saliva e sperma, godimento del dolore e della distorsione di lamiere e carne.

La grandezza sta nell'assoluta fusione tra la storia e il modo di raccontarla: le parole di Ballard schiumano continuamente parti di automobile e metallo; l'odore della benzina e dell'asfalto che si mescolano con i liquidi organici dei morti negli incidenti stradali è reale e palpabile, resta appiccicato alle mani, ci deforma come il corpo martoriato di Vaughan costringe le prostitute in pose inumane e strazianti.

Un consiglio diretto a te, lettore: affrontare Crash con disgusto significa non affrontarlo proprio.

Crash va preso come un pugno in faccia, chiudendo il super-io nell'armadio come se ti venisse chiesto di partecipare a un esperimento sociologico nel quale tu sia disposto a fare e subire qualunque cosa.

Entraci con la curiosità malata di chi entrò per primo nella casa di Roman Polanski dopo il macello. E non negare che la cosa ti solletica, almeno un po'...

 

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