MARCO VISINONI / GANG BANG di CHUCK PALAHNIUK

 

 

Due minuti del tuo tempo, Chucky

 

...da fan emerito non ho creduto alle critiche piovute su questo Gang Bang, e poi su Pigmeo. Ora, con Pigmeo ancora da leggere, non posso che scriverti due parole per spiegarti come - e te lo dico da fan, ben inteso, non incazzarti - tu stia prendendo una piega poco incisiva. Parliamone.

 Gang bang, la storia di una venere del porno che ha deciso di offrirsi un'ultima apocalittica performance: 600 uomini, uno di fila all'altro, nella più mastodontica gang bang mai proposta a un pubblico di segaioli. Snuff, il titolo originale, fa già intuire qualcosa di più: difficilmente l'esperienza sarà priva di vittime. 
Ora, non vorrei mai riportare l'arte letteraria alla matematica, ma è tutto qui il problema, caro Chucky: il tuo romanzo (sorpresuccia finale a parte) si racconta in quattro righe, un po' poco se pensiamo al tempo che richiederebbe raccontare - prendiamone uno a caso - Ninna nanna. Ci hai abituati al deliro, Chucky, cosa rimane adesso? Rimane un'infinita di doppi sensi, titoli di film porno a gogò, le tue solite immersioni scientificopatologiche nel mondo delle malattie. Ma ce ne hai parlato già molte volte e molto meglio che qui. In Soffocare, ad esempio. 
Insomma, Chucky, per non rubarti altro tempo, Gang Bang è un divagare perpetuo, un racconto di venti pagine pompato a duecento, una storia in cui rifai troppo stesso e dove è lampante che tu abbia in serbo una sorpresina e che devi aspettare un certo numero di battute prima di sciorinarla.

Altrimenti non si chiamerebbe romanzo e venderebbe meno, no?

Ok, scusa la battuta cattiva, Chucky...solo, pensaci: non sarebbe stato uguale inserire Gang Bang in Cavie, fra i tanti racconti? Non sarebbe stato il peggiore. Non sarebbe stato il migliore, Chucky.

 

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