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Due
minuti del tuo tempo, Chucky
...da fan emerito non ho creduto alle critiche
piovute su questo Gang Bang, e poi su Pigmeo. Ora, con Pigmeo ancora
da leggere, non posso che scriverti due parole per spiegarti come - e te lo
dico da fan, ben inteso, non incazzarti - tu stia prendendo una piega poco
incisiva. Parliamone.
Gang bang, la storia di una venere del porno
che ha deciso di offrirsi un'ultima apocalittica performance: 600 uomini,
uno di fila all'altro, nella più mastodontica gang bang mai proposta a un
pubblico di segaioli. Snuff, il titolo originale, fa già intuire qualcosa
di più: difficilmente l'esperienza sarà priva di vittime.
Ora, non vorrei mai riportare l'arte letteraria alla matematica, ma è tutto
qui il problema, caro Chucky: il tuo romanzo (sorpresuccia finale a parte)
si racconta in quattro righe, un po' poco se pensiamo al tempo che
richiederebbe raccontare - prendiamone uno a caso - Ninna nanna. Ci hai
abituati al deliro, Chucky, cosa rimane adesso? Rimane un'infinita di doppi
sensi, titoli di film porno a gogò, le tue solite immersioni
scientificopatologiche nel mondo delle malattie. Ma ce ne hai parlato già
molte volte e molto meglio che qui. In Soffocare, ad esempio.
Insomma, Chucky, per non rubarti altro tempo, Gang Bang è un divagare
perpetuo, un racconto di venti pagine pompato a duecento, una storia in cui
rifai troppo stesso e dove è lampante che tu abbia in serbo una sorpresina
e che devi aspettare un certo numero di battute prima di sciorinarla.
Altrimenti non si chiamerebbe romanzo e venderebbe
meno, no?
Ok, scusa la battuta cattiva, Chucky...solo,
pensaci: non sarebbe stato uguale inserire Gang Bang in Cavie, fra i tanti
racconti? Non sarebbe stato il peggiore. Non sarebbe stato il migliore,
Chucky.
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